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compagnia danza francesca selva
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RASSEGNA STAMPA

Hanno scritto di lei:
Enrico Castiglione, Jean Leclercq, Claudia Vinciguerra, Charles Lerat, Angelo Martiniello, Giancarlo Granziero, G.A. Cibotto,Mino Doletti, Sirlene Rinaldi, Claude Fabre, Claudio Bottinelli, Raffaello Luciani, Massimo Biliorsi, Enzo Conte, Sonia Corsi, Francesca Vajro, Silvia Siena. Lorenzo Tozzi. Francesca Tozzi, Elena Filini, Donatella Bertozzi, Paola Pariset, Marco Andreetti, Sonia Anselmo, Corrado Andolina, Vaira Ivanova, Pier Giorgio Nosari, Argentina Vignani, Harry Baumgartner, Jennifer Dunning, Susan Reiter, Tobias Tobi, Elizabeth Zimmer 

Il Giorno, Il Mattino, Il Tempo, La Notte, L'Unità, Il Giornale, Il Gazzettino, Danse, La Nazione, Critique Theatre, DanzaSì, Paese Sera, Il Corriere di Siena, Il Tempo, Siena Oggi, La Voce del Campo, La Tribuna di Treviso, L'Arena di Verona, Il Tirreno, Gioia, Tascabile TV, Il Campo, Rassegna Musicale Italiana, Il Giornale di Vicenza, Il Messaggero, Wochenspiegel, Il Corriere della sera, Il Secolo d’Italia, Tanci-Danze, L'Eco di Bergamo, Primafila, New York Theatre Wire, The New York Times, The Village Voice, DanceView Times, Turkiskh Daily News


2006

16-12-2006
Recensito.it

C’è ancora Sartre fra i “bancs publics” messi in scena dalla compagnia di danza di Francesca Selva . L’epifania della realtà si impone sull’abitudine alle cose, come una rivelazione improvvisa che irrompe nella routine. La panchina, emblema dell’attesa, è punto di partenza per la trasformazione dell’uomo e testimone di tutta la sua storia. La presa di coscienza però supera la dimensione individuale e la panchina diviene il luogo in cui i danzatori si ritrovano insieme, spettatori a loro volta della vita che scorre nelle immagini sullo schermo. Sul palco si muovono i corpi, vivi, materiali, ai quali si contrappone il video – curato da Arte-V Milano -  supporto bidimensionale e didascalico di una realtà che supera la mera valenza scenografica. L’esplosione improvvisa di verità si sintetizza dunque nelle relazioni e il punto più alto della rivelazione è genuinamente lirico, con la musica che guida la narrazione limitando l’intrusione della parola al solo brano che dà il nome all’opera. Il culmine poetico viene raggiunto con l’abbraccio dei danzatori, in un breve vortice di gioia sfacciata; l’espressione dei sentimenti è resa da gesti rotondi e sensuali, mentre i ritmi della routine sono interpretati da geometrie più spigolose. La marcata espressività dell’insieme è supportata da luci che variano sapientemente, drammatizzando o ammorbidendo le ombre di uomini e cose. Su tutto, infine, regnano decine di arance gettate sul palco all’inizio della performance, emblema di una materialità succosa sul punto di disfarsi di fronte all’evidenza di una rivelazione inaspettata.
E. Ritondale


2005

L'Eco di Bergamo " ..i quattro danzatori, sono quattro fantasmi, quattro immagini mentali. Ma sono anche corpi scolpiti dalla severa fisicità della scrittura neoclassica della Selva: molto lavoro sulle gambe, una riscrittura contemporanea del vocabolario classico. Tutto è giocato tra la leggerezza delle aspirazioni e la pesantezza (e la terragna corporeità) dell ’esistenza. Svelto ed efficace nelle prime sequenze, forse nel finale – svelato il gioco – il montaggio coreografico risulta un po ’ ridondante" 
P.Giorgio Nosari
Primafila "...Francesca Selva riesce a costruire coreografie dove il corpo, il movimento, l'armonia ancora hanno un'importanza assoluta..(...) è semplicemente la danza ad essere protagonista."
Argentina Vignani
New York Theatre Wire  "And fortunately this company's work was not marred by the jejune artiness that has characterized some of the dance/performance work that has come our way from Italy in the recent past. The four dancers - were all skillful and personable." 
Henry Baumgartn
The New York Times  "Practicing a gentle choreography of the mundane,  Ms. Selva colored her material with a graciousness and a serene idealism that both helped and hurt the piece and were attributable, perhaps, to her strong roots in classical ballet" 
Jennifer Dunning
Il Tempo  "Un soggetto più drammatico dunque, ancorchè proposto da una serie di stereotipi ricorrenti nella coreografia del giorno d’oggi (....), ma tutto ciò non ha vanificato l’incisività della tematica e l’impegno esecutivo delle ballerine"
Paola Pariset
2003-04

Il Tempo  “In tempi di teatro-danza senza danza fa piacere veder danzare”   Paola Pariset
Il Corriere della Sera  “Suggestioni degli anni ’70 di cui i bravi ballerini sottolineano con il gesto il sogno colorato”  
Marco Andreetti
Il Messaggero “…i tre danzatori interpretano con efficace realismo (…) e con movimenti fluidi e morbidi uno spettacolo emotivamente coinvolgente”   Sonia Anselmo
Il Tempo  “..la bella sorpresa della compagnia senese di Francesca Selva”   Donatella Bertozzi
 
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