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Francesca Selva
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NUOVA PRODUZIONE
Le scarpe di Anita
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Anita è una cantante di strada, fuggita da casa a 16 anni. Porta sempre un bellissimo paio di scarpe, da cui non se ne separa mai, nemmeno quando dorme: le tiene legate insieme ad un lembo del vestito e le nasconde accanto al materasso di fortuna. Le sue canzoni parlano di amori, di passioni, di abbandoni, di desiderio. Soprattutto di folli desideri….si perché Anita vive di follia. Folle di dolore da quando la sua famiglia la cacciò di casa: non c’era posto per un ragazzo che indossava scarpe con il tacco a spillo.
Dall’incontro reale di Francesca Selva con Anita in metropolitana, inizia un viaggio nella solitudine e nella follia di un ragazzo ossessionato dal ricordo di sua madre che usciva di casa indossando scarpe con i tacco alto per andare a ballare il tango , lasciandolo solo tutta la notte. Un viaggio che sfiora anche i temi dell’equivocità dei ruoli e dei giochi di seduzione tra uomo e donna, con toni a volte ironici e grotteschi, a volte intensi e drammatici, a creare un racconto ad alta tensione.
Musiche: autori vari
Coreografie: Francesca Selva
Interpreti: 5 danzatori
Consulenza musicale: Cinzia Caudai
Recorder: Valerio Pasquini
Organizzazione e messa in scena: Marcello Valassina
Durata della performance: 60 min
Il volo interrotto
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Liberamente ispirato al racconto di Mr. Vertigo di Paul Auster, viene rivisitato al femminile il forte senso dell’amicizia e la fragilità dell’esistenza.
Protagoniste due amiche, due sorelle, due donne legate da un sentimento delicato ma potente, che sembra dar loro il coraggio di volare, e non importa se è solo per un attimo.
La ricchezza del linguaggio coreografico di Francesca Selva racconta l’universo sensibile di ognuno di noi, attraverso immagini fortemente fluide e dinamiche.
Una scelta musicale emozionale e un senso di continuità del movimento cercano di dare allo spettatore la chiave per la percezione di una trama che scava nella nostra memoria emotiva. Sempre presente ed intatta , possiamo riconoscerci così nella stessa fragilità, nella stessa paura, nella stessa forza.
Musiche : Mozart, Red Hot Chilli Pepper, Bach
Coreografie: Francesca Selva
Interpreti: Silvia Bastianelli, Stefania Bucci
Il Volo (seconda stesura) Interpreti: Stefania Bucci, Mirco Visconti
Assistenza regia: Rossella Dal Maschio
Recorder: Valerio Pasquini
Organizzazione e messa in scena: Marcello Valassina
Durata dello spettacolo: 35 min
CO-Produzione: Consorzio Coreografi Danza d'Autore CON.COR.D.A.
Francesca Selva ha poi realizzato dallo stesso spettacolo due stesure (#2 e #3), che approfondiscono la visione della fragilità dell'esistenza con un danzatore ed una danzatrice e con una sola danzatrice.
Syrenae
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Le Sirene con il loro canto seducono , lasciando percepire la vera conoscenza. Per questo gli dei ordinavano loro di divorare chiunque avesse osato ascoltarle. L’uomo non poteva avere accesso alla conoscenza, alla verità. Le Sirene custodivano il segreto del mistero della morte (la profondità del mare); l’incanto della voce permetteva a chi lo ascoltava di raggiungere la coscienza divina, ma a prezzo poi della propria vita.
Francesca Selva in SYRENAE, ha voluto dare una interpretazione personale sulla seduzione.
Le Sirene diventano donne capaci di sedurre e ingannare. Capaci di passioni feroci e di pentimenti fragili. Carnefici e vittime, in una società inquieta dove alla fine anche l’incanto della seduzione viene mercificato. Sirene trasformate in donne, e donne trasformate in merce. Gli scogli dell’isola delle custodi del mare diventano cubi su cui ballare, tentare e attrarre gli uomini. Per poi divorarli. O per essere invece divorate?
Musiche: Demetrio Stratos, Area, Bach, Keith Jarret, Uri Caine
Coreografie: Francesca Selva
Interpreti:Gelsomina Di Lorenzo, Alessandra Odoardi, Laiza Pucci
Consulenza musicale: Massimo Biliorsi
Assistenza regia: Daniela Maggese
Recorder: Valerio Pasquini
Organizzazione e messa in scena: Marcello Valassina
co-produzione La Città Aromatica, con la direzione artistica di Mauro Pagani
3 donne e 1 cappello
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Tre donne, tra storie che si intrecciano in un racconto astratto dove il “cappello” è maschera e verità.
Dove la vanità nasconde solitudini e semplici leggerezze, tra risate fragorose e pianti silenziosi.
Purchè siano passioni. Tutte al femminile.
Soggetto e messa in scena: Marcello Valassina
Coreografia: Francesca Selva
Musiche: Autori Vari
Interpreti: Sara Catallani, Laiza Pucci, Cristina Surace.
Audio recorder: Valerio Pasquini
Costumi: Farida Pesi, Carmilia
Fotografie di Alessandro Botticelli
Trilogia in rosso
Tre immagini, tre visioni dove il leit-motiv del colore rosso ci avverte di un pericolo impercettibile, di una indefinibile inquietudine. Tre storie di sangue e solitudine macchiate di rosso terreno. Tre storie sospese nel tempo, come se non ci fosse un domani.
- Attesa
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Una giornata estiva segnata dal bianco accecante, a significare un’attesa prolungata. Forse di un amante, forse di un figlio di ritorno da una guerra qualsiasi... La scena di un quotidiano vissuto con l’aspettativa di un incontro quasi “ingessato” in gesti legati ad una abitudine rassegnata. Fino a quando...
(liberamente ispirato all’opera La Voce Umana di j. Cocteau, il brano vuol essere un omaggio ad Anna Magnani, che ne fu indimenticabile interprete, in occasione del centenario della sua nascita)
Coreografia: Francesca Selva
Interprete: Cristina Surace
- Oppio
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Il papavero è il fiore dedicato a Demetra: solo bevendo il suo succo, poteva trovare consolazione all’atroce dolore per la perdita della figlia. Solo il sonno potrà così rendere accettabile una realtà altrimenti insopportabile. Un sogno infinito, una morte momentanea....ma pur sempre un inganno...
Coreografia: Francesca Selva
Interprete: Laiza Pucci, Sara Catellani
Soggetto e regia: Marcello Valassina
Costumi: La Sartoria Teatrale - Firenze
Audio Recorder: Valerio Pasquini
- Ferita
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Chi è Ferita?
Ferita è colei che è stata ingannata, sfruttata, abbandonata, rinnegata
Ferita è la realtà rifiutata, discriminata, calpestata.
Ferita la trovi sotto casa, alla stazione, o sotto il sole, a nascondere cicatrici con preghiere scritte su pezzi di cartone.
Ferita è la mia anima , davanti all’indifferenza e all’impotenza.
Ferita è la mia coscienza, complice spietata
Coreografie: Francesca Selva
Musiche: autori vari
Consulenza musicale: Cinzia Cudai, Massimo Biliorsi
Danzatori: Laiza Pucci, Francesca Forgione
Assistenza regia: Daniela Maggese
Organizzazione: Marcello Valassina
- Il Bacio della Tarantola
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Liberamente ispirato al tema della "pizzica" salentina, viene accentuato nella narrazione coreografica l'origine magica e leggendaria legata alla tradizione popolare delle strie.
Al tramonto la tarantola esce dalla sua tana segreta per dare voce con un doloroso bacio a chi è rimasto muto prigioniero. Libertà passeggera scambiata per malata follia...
Coreografie: di Francesca Selva
Soggetto e Regia: Marcello Deliva
Interprete: Francesca Benvenuti
Costumi: Il Gorilla-Firenze
Audio recorder: Valerio Pasquini
Les bancs publics
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rassegna stampa >>
Panchine come testimoni di qualunque attesa, di destini di follia ordinaria.
Panchine come saggi indulgenti che subiscono un graffito, un ricordo inciso che diventa assurda memoria di amori passeggeri o di solitudini esistenziali.
“Dunque, poco fa ero al giardino pubblico. La radice del castagno s’affondava nella terra, proprio sotto la mia panchina. Non mi ricordavo più che era una radice. Le parole erano scomparse, e con esse il significato delle cose… ; la radice, le cancellate del giardino, la panchina, la rada erbetta del prato, tutto era scomparso…..Tutto è gratuito, questo giardino, questa città, io stesso. ..”.
(J.P. Sartre, “La Nausea”)
Coreografie: Francesca Selva
Regia: Simone Durante
Video: Arte-V Milano
Danzatori: Annalisa Fontana, Paolo Gualdi, Laiza Pucci, Daniela Ricci
Organizzazione: Marcello Valassina
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