La grande danza della Compagnia Francesca Selva in scena a Piancastagnaio per la festa della donna

La grande danza della Compagnia Francesca Selva in scena a Piancastagnaio per la festa della donna

2 Marzo 2020 Lascia un Commento

In occasione della Giornata internazionale della donna va in scena a Piancastagnaio “Mercy. Storia di una donna”. Lo spettacolo della Compagnia Francesca Selva che vedremo domenica 8 marzo alle17.00 al Teatro Ricci Barbini (ingresso libero) racconta la storia di Mercy, una donna cresciuta in un laboratorio di maglieria creato dalla madre negli anni ‘70. Il rumore della macchina da maglieria è stata la colonna sonora della sua giovinezza. Se non lo sentiva, non riusciva nemmeno ad addormentarsi. La notte che non lo sentì più, le cambiò la vita. “Mercy” sembra una storia tratta dalla cronaca nera, che potrebbe essere ambientata in metropoli come Roma appunto, in quartieri dove la cultura può essere l’antidoto al disagio urbano. Invece sempre più spesso storie come questa accadono in provincia, dove sono collegate al malessere della vita e di una società inquieta e sempre più indifferente, che non conosce misericordia (mercy appunto) ma alimenta disprezzo, odio e violenza verso le persone più fragili. Per denaro, per razzismo o gelosia,  ma anche solo per noia. Lo spettacolo promosso dal Comune di Piancastagnaio – Assessorato alle pari Opportunità e Assessorato alla Cultura è realizzato con le musiche originali di Giulio Aldinucci. Protagonista sulla scena la danzatrice Maria Vittoria Feltre che interpreta “Mercy” ed è accompagnata dalla voce di sua madre interpretata con grande intensità e talento dall’attrice Anna Amato. Le coreografie sono di Francesca Selva e la regia di Marcello Valassina. “A noi piace raccontare storie – spiega il regista Marcello Valassina – e la storia di Mercy è una storia di una donna la cui inquietudine quotidiana non può lasciarci indifferente. Anche questa volta la ricerca di Francesca la porta a descrivere l’universo femminile con le sue tante sfumature, ponendo l’accento sulle differenze generazionali e sulle scelte di emancipazione”. 


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