Le Furie di Orlando a Grosseto 

Le Furie di Orlando a Grosseto 

24 Febbraio 2020 Lascia un Commento

La produzione della Compagnia Francesca Selva, liberamente ispirata a “L’Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto va in scena nella stagione teatrale 2019/2020 e si collega al progetto Take The Floor Codice Danza 58100 per la creazione di nuovi pubblico per la danza. La Battaglia, L’Eros, L’Amore, La Follia. Un affresco liberamente ispirata a “L’Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto che indaga gli aspetti più inquieti e fragili dei rapporti umani. E’ “Le Furie di Orlando”, la produzione della Compagnia Francesca Selva, uno spettacolo corale di grande impatto emotivo che vedremo in scena anche a Grosseto, venerdì 28 febbraio alle 21.00 al Teatro degli Industri nell’ambito della stagione teatrale 2019/2020 promossa da Comune di Grosseto e Teatri di Grosseto. Ma c’è di più, si tratta di un evento collegato al progetto Take The Floor – Codice Danza 58100 per la creazione di nuovi pubblico per la danza realizzato grazie al contributo della Fondazione CF Firenze e con la collaborazione di Comune di Grosseto e Istituzione le Mura. Grazie a questo progetto in sala ci sarà anche il gruppo di opinione composto da giovani under 30, tra cui alcuni studenti e studentesse degli istituti superiori della città che hanno accettato di partecipare ad un percorso di formazione nel quale si misureranno con un mestiere difficile ed affascinante quello del critico di teatro e di danza. Per questi giovani under 30 lo spettacolo “Le Furie di Orlando” sarà la prima occasione per provare a leggere una coreografia per raccontarla agli altri.

La Sinossi. In uno spazio sospeso tra passato e futuro, va in scena la folle gelosia, l’inganno della mente, la forza dell’amore e dell’amicizia, una battaglia (forse riconducibile alla Prima Guerra Mondiale?). Teatro all’intreccio di vite e personaggi, un luogo dove tutti – soldati, amici e nemici – trovano rifugio per allontanarsi dalle brutture della guerra: il postribolo è il bordello dove riposte le armi, quello che conta è abbandonarsi al piacere. “Non si può parlare di vita, se non si parla anche della sua fine. Non si conosce la verità fino a che non riconosciamo la falsità. Solo nella crisi si mette a fuoco la verità dell’essere umano, nella sua complessità, nella sua debolezza ma anche nella sua forza inaspettata” ha dichiarato Marcello Valassina regista dello spettacolo che con le sue ambientazioni orientalistiche ispirate agli anni ’20, le sonorità riprese dai canti dei madrigalisti del ‘500 e rivisitate dalla contemporaneità elettroacustica del compositore Giulio Aldinucci, è pronto a stupire. Un affresco originale nato dalle coreografie di Francesca Selva e interpretato dai danzatori Silvia Bastianelli, Gianluca Formica, Luciano Nuzzolese, Nazaret Perales, Maria Vittoria Feltre e Luca Zanni, che vuole essere un “omaggio sui generis” al grande poema cavalleresco simbolo della cultura rinascimentale.


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