Piccole storie di ordinaria follia nella Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità promossa da Siena Città Aperta

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Piccole storie di ordinaria follia nella Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità promossa da Siena Città Aperta

2 dicembre 2016 Lascia un Commento

 

eupen-4Piccole storie di ordinaria follia, prendono vita a passo di danza. “Dialogo #1” e “Dialogo #2”, sono brevi ma intensi racconti nati dalla ricerca coreografica di Francesca Selva e interpretati dalla danzatrice Maria Vittoria Feltre, che andranno in scena sabato 3 dicembre alle 18.30 nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Siena, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità.

Un appuntamento speciale che fa parte del cartellone di eventi “Siena Città Aperta”, il festival promosso dal Comune di Siena in collaborazione con l’Università di Siena e la Fondazione Monte dei Paschi. Nell’occasione, la Compagnia Francesca Selva porterà sul palco i primi due atti di una co-produzione Coreografi Danza d’Autore/Festival Danse en Ville (Belgio) sostenuta da Regione Toscana e MIBACT, che nasce da una riflessione intima sulla materia come sostanza della memoria, come presenza espressiva nel dialogo che narra la solitudine, l’emarginazione, l’alienazione degli esseri umani. Una condizione dell’anima che non risparmia nessuno, nemmeno l’artista e la sua arte. dialogo-1

Un pomeriggio di danza dunque per riflettere sulle diverse abilità e sul vissuto che si portano dietro, di cui è protagonista anche la Compagnia Irene Stracciati con “Quartetto” lo spettacolo realizzato in collaborazione con l’Ufficio Accoglienza Disabili e Servizi DSA dell’Università degli Studi di Siena. Un incontro di danze diverse, celebrate da quattro corpi che portano in sé la bellezza dell’accoglienza e della curiositá. I danzatori Massimo Andaloro, Giuseppe Comuniello, Irene Stracciati, e Margherita Giannettoni rappresenteranno quattro età e stagioni differenti della vita ma nello stesso tempo anche quattro modi di interpretare ed occupare lo spazio, dando vita ad una coreografia di grande impatto emotivo. Riflettendo sl tema della disabilità, con “Siena Città Aperta” la collettività è spronata a diventare essa stessa fabbrica culturale, incubatore di idee e progettualità che hanno l’obiettivo di contrastare l’esclusione sociale che sempre più minaccia la parte più fragile dell’umanità.


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